Colazione e pensieri

27 Gennaio 2007 16 commenti


Cornetto alla nutella e caffè peruviano. Il cielo stamattina non vuole saperne di illuminarsi. Mi chiedo se ti senti davvero come me. Questa felicità è qualcosa in cui sono immerso, non mi ha solo toccato ma ci sono dentro. Dal tazzone dell’Unicef tra le mie mani si spande calore e odore di casa, neanche il caffè è più quello di sempre. Continuo la mia vita come prima di conoscerti (certo, ci sono novità enormi oggi) ma la quotidianità per me è cambiata poco, la differenza sta proprio nella riscoperta della mia vita. Fuori dalla finestra la linea dell’orizzonte è sfocata stamattina, contrasta con la fermezza dei miei pensieri e la limpidezza della mia gioia. Tu sei nel nostro letto che dormi ancora ma sai che tra un attimo verrò a prendermi un po’ di te, da tenere fino a stasera. Sei la mia buona sensazione, il pensiero verso cui correre, il senso che fa di me l’uomo che mi piace.

Datemi una spinta

19 Gennaio 2007 5 commenti


Datemi una spinta, voglio scalciare quelle nuvole più in alto. Non preoccupatevi, mi tengo forte e quando torno giù vi porto un po’ d’azzurro. Potrete colorarci quelle giornate spente oppure versarlo a terra per poi tuffarvi dentro e nuotare tra i pesci e le stelle marine.
Dai, datemi una spinta, deve essere caldo lassù con quel sole sorridente. Potrei chiedergli qualche raggio per voi, da conservare nell?armadio, non si sa mai che tempo farà domani.
Dai, io mi tengo forte, datemi una spinta?

Istanti mutevoli

11 Gennaio 2007 8 commenti


Nonostante io la trovassi bellissima a lei non piaceva molto.

La sua pelle ha lo stesso profumo di tanti anni fa.

Questo giorno potrebbe cambiarmi la vita.

La sua bocca ha lo stesso sapore di tanti anni fa.

Non è così difficile scrivere, in fondo.

Da queste frasi o dalla loro unione, può venir fuori un mondo…il nostro…

Se mi volto ti vedo…

Se mi muovo ti sfioro…

Tra una frase e l’altra sento il tempo scorrere e non mi fa paura.

Siamo il paradigma di noi stessi.

Pensiero di oggi

12 Dicembre 2006 17 commenti


La fine dell?estate è ormai lontana, così l?autunno e le sue tinte incendiate. L?inverno è ancora tollerante ma presto i suoi folletti prenderanno a pungerci fin dentro al petto e torneremo a desiderare le carezze degli aliti tiepidi della primavera. Poi il cielo tornerà di nuovo azzurro, la terra sarà calda di sole e l?aria saprà di salsedine. Mancherà poco allora al giro di boa e fatalmente tornerò a quel primo pomeriggio in cui scesi dalla sua auto lasciando lo sportello aperto mentre lei mi urlava di chiuderlo. Io mi ero già avviato verso la condizione naturale della mia esistenza e udivo appena le sue parole, confondendole al battito d?ali di una farfalla gialla che mi precedeva sul cammino. Avanzavo rapido superando schiene sconosciute e incrociando sguardi che scansavo per non sostenere. Camminavo percorrendo a ritroso la memoria con le sue tante sconfitte, i mille sogni e quello specchio dentro al quale riuscivo di tanto in tanto a guardarmi per non perdermi del tutto. Tempo vissuto all?insegna di me stesso succhiando linfa vitale da chi si accingeva a me. Dopo il mio passaggio solo bozzoli, involucri, gusci vuoti. Quelle vite attorte, accartocciate, orfane di calore e speranze sono l?eco incessante della mia vita. E ora lei che non sospetta la mia voracità, lei che si offre con l?ingenuità di una bambina, lei che vorrei salvare da me perché il suo eco no, non lo sopporterei. Immagino storie con finali tristi, sono quello che perde, che impazzisce o che muore, ma le storie sono scritte per essere lette, lette fino in fondo.

Fidarmi di te

29 Novembre 2006 15 commenti


Ho voglia di sognare
Ascolto il tuo mugnaio, il tuo gigante
Seguo la tua voce fin dentro te
Non posso farne a meno
Mi serve
Ti abbraccio per strada
Nella tua città, tra la gente
Vorrei che senza guardarti intorno mi stringessi
Non posso farne a meno
Mi serve
Mi smarrisco tra sentieri di montagna
Nei colori riarsi dalla stagione che ami
Ho bisogno che mi cerchi, che mi aspetti
Non posso farne a meno
Mi serve
Non te lo chiedo il tuo respiro nel mio
Nel nostro letto raccimolato qua e la
Aspetto e aspetto la tua bocca calda
Non posso farne a meno
Mi serve, mi serve, mi serve
Voglio sentirti intorno e dentro
E fidarmi di te.

Mare di nulla

25 Novembre 2006 9 commenti


Con dolcezza una chitarra portoghese mi lacera il petto, il liquore dolciastro arde nel mio cuore e brucia i timori degli ultimi giorni. Gli echi dei ritmi latini sono ad un oceano di distanza ed il sapore esotico di istanti già in bianco e nero è solo l?aspro retrogusto di un frutto colto nella stagione sbagliata.
Mi distendo per appoggiare il bicchiere e una piccola onda si abbatte sul pavimento cocco, mi affaccio dal bordo della vasca e vedo la scia schiumosa che la mia nave si sta lasciando dietro. Destinazione sconosciuta, ancora. Capitano coraggioso, ancora.
Scivolo più a fondo nella vasca, nella pancia di mia madre, nel ventre delle mie notti ansanti. Il baluginio delle candele disseminate ovunque scioglie tutti insieme i miei fantasmi che mi circondano strisciando sui muri e sul soffitto. Non ho forza per combatterli, chiudo gli occhi rinunciando a me stesso e lasciando che il sale cada sulle carni aperte.
Mi concedo al mio respiro, lo ascolto fino a non sentirlo più.
L?acqua si è fatta fredda. I fantasmi sono andati via delusi dalla mia insolita arrendevolezza. Le candele, come gli uomini, invecchiando sono rimpicciolite.
Non mantengo una promessa fatta e aspiro una boccata di fumo che mi riempie la pancia e la testa di tranquillità. Le note strazianti del fado si rincorrono per la casa e a me viene voglia di buttare l?ancora e fermarmi in mezzo a questo mare di nulla.

Citta’ del Messico, in una strada di periferia

28 Ottobre 2006 20 commenti


Sono assalito da folate di fumo denso e caldo che si leva dai bordi della strada. Il granturco che ribolle nei pentoloni neri addolcisce le prime ore del mattino e dalle griglie improvvisate per terra, su mattoni o cassette, si innalzano profumi seducenti che ti costringono ad aspirare e trattenere dentro il sapore che ne deriva. Pile oscillanti di tortillas sono in bella mostra accanto a montagne di verdure fritte. L’odore di cipolla e di grasso sciolto mi costringe a fermarmi. La strada e’ un’enorme cucina a cielo aperto e tutti mangiano. Sulle piastre dei carretti sfrigola la vita, quella che la gente mangia, anzi quello che puo’ mangiare. Sento odore di carne, ma non la vedo. Ci sono interiora mollicce, fegati sanguinanti, milze spugnose, trippe aggrovigliate, pezzi di pancetta, zampe e teste allineate come cadaveri dopo una tragedia. C’e’ tutto quello che sta intorno alla carne ma non la carne. Sapori della periferia del mondo, illusioni culinarie per sentirsi parte di un sogno collettivo che tiene in vita la speranza del futuro. Nelle strade si balla e si ride mentre si mangia e si condivide quello che si ha. Ci si illude riempiendo la pancia e poco importa con cosa. Le salse piccantissime anestetizzano la bocca e non sai piu’ quello che stai mangiando, forse e’ fegato, forse milza, io addento e mi sembra la cosa migliore che abbia mai assaggiato.

Abbandonarsi alla terra

18 Ottobre 2006 18 commenti


Ultimi giorni da questa parte di mondo, poi nuove strade, orizzonti sconosciuti. I crampi allo stomaco stanno arrivando, li sento arrampicarsi dal basso ventre e per ora li sopporto. Partire ancora, senza meta come sempre. Bagaglio scarso, carta e penna e due occhi grandi così. Sono pronto ad affrontarmi. Percorrerò la mia immaginazione attraversando i suoi odori, mi insinuerò tra certi sogni che ricorrono da tempo. Vivrò un’altra vita tra milioni di altre sconosciute. Mi lascerò andare, mi farò prendere, mi abbandonerò alla terra nuova come un bambino alla spalla del padre, addormentandomi sicuro che non mi accadrà nulla di male.

Passeggero

17 Ottobre 2006 2 commenti


Di nuovo passeggero della mia vita.
Guardo le immagini del mondo che penetro
stanno già sfumando alla periferia di altre esistenze.
Viaggio verso la destinazione certa che non conosco.

Handle with care

14 Ottobre 2006 8 commenti


Semplicemente mi sentivo incompleto e fragile. Questo lasciava presumere che ero consapevole di quello che mi mancava, di ciò che mi serviva per stare bene. Non era vero, credevo di saperlo ma mi sbagliavo. Mi limitavo a presumerlo perchè affermarlo con certezza mi faceva paura ed anche questa fatica era vana. E’ strano quanto cercassi risposte definitive e quanto mi terrorizzasse sapere che avrei potuto trovarle. Incompleto, credo di esserlo sempre stato, della mia fragilità mi sono accorto solo ultimamente. Non potrei spiegare il mio affanno, il mio continuo entrare ed uscire da altrui vite se non per cercare la mia parte mancante. L’ho cercata anche in me, ho percorso a lungo i sentieri che dal mio cuore portano ai miei pensieri. L’ho cercata nei libri che ho amato e nei racconti della gente che mi ha parlato in lingue sconosciute. Ho acceso tutte le luci affinchè non restassero ombre intorno a me, perchè nulla sfuggisse ai miei sensi. Mi sento ancora incompleto e fragile, ma sono più conscio di me stesso. Tanto da riuscire a tener lontani i vuoti che sovente mi hanno ingoiato. Continuo ad entrare ed uscire da altrui vite, ma con delicatezza. Non pretendendo da me risposte, non me ne sono mai date di giuste del resto. Ignoro le sensazioni superficiali e mi concentro sul retrogusto della vita che respiro quando nel mio letto non c’è altro calore che il mio. Sono sereno a tratti, felice a momenti, leggero ogni tanto, ma va bene così. Vedo persone avvicinarsi e sogni sfuggirmi. Vedo il sole ogni mattina attraverso le mie tende rosse e quello è il momento in cui la mia voglia di vivere è tutta con me. Raddrizzo le spalle inspirando quest’aria nuova che sa di buono. Mi inebrio, senza perdermi, di questa sottile felicità. Bel momento. Maneggiatemi con cura però.